Consorzio Bioenergia
archivio: dicembre 2009
22
dic

L’antitrust ha sanzionato Enel Energia per 1,1 milioni di euro. Sotto accusa, comportamenti «finalizzati ad acquisire contratti di fornitura di energia e gas con distinte pratiche che hanno condizionato considerevolmente i consumatori». La capogruppo Enel Spa ha ricevuto una multa di 100.000 euro in qualità di committente di campagne pubblicitarie ingannevoli.

Il gruppo ha replicato dichiarandosi «vittima delle condotte scorrette di alcune agenzie di vendita nei cui confronti sono state adottate tutte le misure contrattuali previste»

Ne parla, fra gli altri, il «Corriere della Sera».

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19
dic

Nell’intesa infatti non si parla di numeri sulla riduzione delle emissioni di gas serra, né a medio né a lungo termine. Ma solo di contributi ai Paesi in via di sviluppo per incrementare le tecnologie verdi.

[da corriere.it]

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18
dic

HandshakeSecondo fonti che hanno partecipato ai negoziati, sarebbe pronta una bozza d’accordo che, già sottoposta a esperti di 26 Paesi, sarà oggi sottoposta al plenum dei capi di Stato.

Il documento mirerebbe a contenere nei 2 gradi centigradi (sui livelli pre-industriali) l’aumento globale della temperatura, e prevederebbe un piano di finanziamento progressivo per i paesi meno sviluppati che nel 2020 raggiungerà i 100 miliardi.

Tuttavia,  rimane ancora insoluto il nodo più importante dell’accordo: il taglio alle emissioni. Cina e India, che si impegnerebbero a misure “volontarie”, non sembrano disponibili a consentire ispezioni esterne e, dunque, a partecipare a un progetto di verifica comune degli impegni. In questo senso, c’è grande attesa per l’intervento di Barack Obama. Il presidente, dopo il discorso, incontrerà personalmente Wen Jiabao.

Sul sito de «Il Sole 24 Ore» è stata pubblicata la bozza dell’accordo.

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15
dic

Trenta milioni di dollari in cinque anni: questo il contributo dell’Italia al progetto ‘Climate Redi’ in cooperazione con gli Stati Uniti. A presentare il progetto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, insieme al Segretario di Stato Usa all’Energia, Steven Chu, oggi a margine del 15/o vertice Onu sul clima.

[dal comunicato dell'ANSA]

Ne parla, fra gli altri, «Il Sole 24 Ore»

La collaborazione tecnologica è compresa nell’ambito del lavoro che sta svolgendo il Mef, major economy forum, e vede partecipare anche altri paesi. L’obiettivo è accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili nelle zone del mondo meno industrializzate, nel diffondere l’efficienza energetica nel mercato mondiale degli elettrodomestici, facilitare i progetti di tecnologie sostenibili attraverso scambio delle informazioni.

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15
dic

Ieri è stata presentata a Copenhagen la ricerca condotta dall’associazione tedesca, con la collaborazione delle associazioni della rete CAN Europe (Climate Action Network) e, per l’Italia, di Legambiente. Sebbene la classifica sia certo provocatoria e, per ammissione degli stessi promotori, abbia anche o soprattutto il fine di esercitare “pressione” sui paesi più in ritardo sulle politiche ambientali (tanto che il podio, in tutte le edizioni, è sempre rimasto vacante) tuttavia la posizione ottenuta dall’Italia, 44ª su 57 paesi, non è lusinghiera.

L’analisi, rivolta alle nazioni che contribuiscono a più del 90% delle emissioni globali di CO2, si basa sostanzialmente sugli indicatori di emissioni-serra, sulle loro tendeze al rialzo/ribasso, e sulla valutazione delle politiche climatiche adottate dalle nazioni.

La ricerca è consultabile sul sito ufficiale di Germanwatch:  Legambiente ha pubblicato ieri un commento ufficiale.

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9
dic

ccyoutube_320Ricordiamo che i lavori dello United Nations Climate Change Conference 2009 possono essere seguiti in diretta sui principali social network.

Inoltre, per chi sia curioso sull’origine del cosiddetto COP15,  greenme ne ha pubblicata una breve storia.

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7
dic

cop15Ha inizio a Copenhagen lo United Nations Climate Change Conference 2009 (7-18 dicembre).  E Barack Obama ha annunciato che interverrà in occasione della chiusura dei lavori, in modo che la «leadership americana possa essere più produttiva»

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4
dic

Ieri il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha firmato il decreto che rende possibile la risoluzione anticipata facoltativa delle convenzioni “Cip6″.

La contrastata storia del Cip6, gli incentivi nati con la legge 9 del 1992 per agevolare i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, categoria questa che ha finito per comprendere anche i fondi di raffineria, sta volgendo al termine. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ha infatti annunciato oggi la firma del decreto (che discende dalla legge Sviluppo) che prevede la risoluzione anticipata e facoltativa delle convenzioni CIP 6/92 (come riviste da normativa più recente) per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da combustibili di processo o da combustibili fossili, come il gas naturale.

[da greenreport.it]

repubblica.it ha registrato le reazioni di Legambiente

Lo stop anticipato ai Cip6 è una buona notizia, perché gli incentivi alle fonti assimilate previsti da queste agevolazioni hanno tolto soldi alle vere rinnovabili mentre le risorse che sono state date in questi anni alle fonti inquinanti sono stimabili in decine di miliardi [...] E’ giusto ridurre l’onere che pesa sulla componente A3 della bolletta e le risorse ricavate da questa voce devono finalmente essere utilizzate per garantire lo sviluppo delle vere fonti pulite e dare certezze al settore.

Infine, segnaliamo che su chicago-blog sono avanzate alcuni spunti critici e di riflessione sull’intera vicenda.

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2
dic

globe-europeUno studio pubblicato dallo Stockolm Environment Institute

analizza  come l’Europa possa intraprendere il passaggio a un futuro  dalle basse emissioni di gas da effetto-serra – ottenendo, relativamente a ai livelli registrati nel 1990, una loro riduzione del 20% nel 2020 e vicina al 90% nel 2050, combinando un radicale miglioramento dell’efficienza energetica, l’accelerazione nel congedo dei combustibili fossili e una drastica sterzata in direzione delle diverse tipologie di energia rinnovabile.

Poi, sono posti gli impegni internazionali dell’Europa, affinché sia favorito il passaggio a un futuro a basse emissioni per le nazioni in via di sviluppo, utilizzando il modello dei Greenhouse Development Rights come base per stabilire eque contribuzioni nell’operato comune in favore del clima.

Dal sito ufficiale dell’istituto (traduzione dall’inglese originale)
[ne parla anche larepubblica.it]

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