Consorzio Bioenergia
13
lug

Giovedì scorso la conferenza unificata ha approvato il nuovo  Conto energia per gli impianti fotovoltaici e le Linee Guida per le fonti rinnovabili. Fra le principali disposizioni dell’ultima bozza di decreto del Conto Energia,

  • un sensibile ridimensionamento delle tariffe incentivanti (18/20% nel 2011, a cui si aggiungerà una ulteriore riduzione del 6% all’anno per le installazioni eseguite nel 2012 e nel 2013);
  • l’individuazione delle sole tipologie di impianti “realizzati sugli edifici” e “altri impianti” (viene dunque meno la “integrazione parziale”), di 6 classi di potenza e di una nuova categoria, “impianti fotovoltaici con caratteristiche innovative”, che godrà di migliori tariffe incentivanti;
  • Gli incentivi per impianti diversi da quelli realizzati sugli edifici che ricadano in aree specifiche (siti contaminati, aree industriali, etc.) sono maggiorati del 5%;
  • Il premio aggiuntivo per gli impianti in regime di scambio sul posto, qualora riducano perlomeno del 10% la prestanza energetica dell’edificio (da certificazione), può arrivare al 30%;
  • 8.000 MW è l’obiettivo nazionale della potenza da installare entro il 2020. Il tetto della potenza incentivabile è di 3.000 MW, a cui si aggiungono 200 MW per gli impianti integrati e 150 MW per gli impianti a concentrazione. Le tariffe incentivanti sono cumulabili con la riduzione dell’Iva, ma non con le detrazioni fiscali.

Le attese Linee Guida per le fonti rinnovabili, invece, potrebbero finalmente garantirà unicità e  validità disciplinare a livello nazionale. Fra i principali punti  presi in considerazione dal provvedimento, la trasparenza amministrativa dell’iter autorizzativo, le modalità per il monitoraggio delle realizzazioni e l’informazione ai cittadini, l’individuazione, fonte per fonte, degli impianti e le modalità di installazione che consentono l’accesso alle procedure semplificate.

[approfondimento: Edilportale]

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20
mag

La nuova direttiva comunitaria sulla prestazione energetica nell’edilizia, dopo il nulla osta del Parlamento europeo, sarà pubblicata a breve sulla Gazzetta Ufficiale della UE.

Il documento, partendo – fra gli altri – dai presupposti che

Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell’Unione. Il settore è in espansione, e ciò è destinato ad aumentarne il consumo energetico. Pertanto, la riduzione del consumo energetico e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell’edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell’Unione e le emissioni di gas a effetto serra.

La gestione del fabbisogno energetico è un importante strumento che consente all’Unione di influenzare il mercato mondiale dell’energia e quindi la sicurezza dell’approvvigionamento energetico nel medio e lungo termine.

Il Consiglio europeo del marzo 2007 ha sottolineato la necessità di aumentare l’efficienza
energetica nell’Unione per conseguire l’obiettivo di ridurre del 20% il consumo energetico
dell’Unione entro il 2020,

promuove il sostanziale miglioramento della prestanza energetica degli edifici, e riguarda

a) il quadro comune generale di una metodologia per il calcolo della prestazione
energetica integrata degli edifici e delle unità immobiliari;
b) l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di edifici e unità
immobiliari di nuova costruzione;
c) l’applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di:

i) edifici esistenti, unità immobiliari ed elementi edilizi sottoposti a
ristrutturazioni importanti;
ii) elementi edilizi che fanno parte dell’involucro dell’edificio e hanno un impatto
significativo sulla prestazione energetica dell’involucro dell’edificio quando
sono rinnovati o sostituiti; nonché
iii) sistemi tecnici per l’edilizia quando sono installati, sostituiti o sono oggetto di
un intervento di miglioramento;

d) i piani nazionali destinati ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero;
e) la certificazione energetica degli edifici o delle unità immobiliari;
f) l’ispezione periodica degli impianti di riscaldamento e condizionamento d’aria negli
edifici; e
g) i sistemi di controllo indipendenti per i certificati di prestazione energetica e i
rapporti di ispezione.

In generale, la metodologia di calcolo (allegato I: «quadro comune per il calcolo della prestazione…») prevede una differenziazione basata sia sulle specificità climatiche del luogo in cui sorge l’edificio, sia sulla sua tipologia.
Il quadro regola anche l’individuazione degli gli «edifici a energia quasi zero»: dal 2020, difatti, tutte le nuove costruzioni dovranno rientrare in questa categoria; per gli edifici pubblici, il termine sarà anticipato di due anni (cfr. articolo 9).

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14
mag

Diventa legge il ddl Comunitaria 2009. Dopo diverse navette, mercoledì scorso il testo ha ricevuto l’approvazione definitiva del Senato, che ha accolto gli emendamenti presentati alla Camera. Confermata con l’articolo 17 la semplificazione delle procedure a sostegno delle energie alternative. Sarà sufficiente la DIA, denuncia di inizio attività, per l’installazione di impianti con capacità di generazione fino a 1 Mw elettrico, così come indicato dal Decreto Legislativo 387/2003.

[da Edilportale]

[ddl Comunitaria 2009 >, ddl 387/2003 >]

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6
apr

Da oggi è in vigore il decreto legge “incentivi”, provvedimento che agevola l’acquisto di ciclomotori, cucine, elettrodomestici, abbonamenti a internet veloce, case ecologiche, motori marini e prodotti industriali.

certificazione-energeticaPer ciò che riguarda gli immobili ad alta efficienza energetica, è possibile ricevere incentivi per abitazioni certificate in classe A e B: la certificazione può essere garantita dai costruttori nel caso di nuove realizzazioni, mentre per gli immobili usati il venditore dovrà rivolgersi a un certificatore abilitato prima della firma del rogito. In ogni caso, l’attore competente per la valutazione finale della certificazione e dei requisiti d’accesso all’agevolazione è l’Enea.

Sono 60 i milioni di euro messi a disposizione, che saranno distribuiti fino al loro esaurimento. Visto che in Italia gli immobili di classe energetica elevata rappresentano solo il 4% del parco totale, è plausibile pensare che potranno essere esaudite circa 10.000 domande. L’importo massimo del contributo è di 7 mila euro per gli immobili in classe A e a 5 mila per quelli in classe B e, riportando il calcolo alle superfici, è previsto un contributo pari a 116 € al metro quadro per la classe A e 83 € per la classe B.

Al momento, non è ancora chiaro se il contributo potrà essere cumulato alle detrazioni del 55%, previste per la riqualificazione energetica e allo sgravio del 36% sulle ristrutturazioni.

Il testo del decreto, pubblicato il 26 marzo scorso, è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale.

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2
apr

Il Regolamento regionale n.7 del 15 febbraio 2010 introduce semplificazioni burocratiche per l’installazione di impianti geotermici a bassa temperatura. Diventa libera, una volta registrata nel RGS (Registro regionale delle sonde geotermiche), l’installazione di sonde poste fino a 150 metri di profondità con sistema a circuito chiuso. Pertanto, il regolamento non interessa i sistemi con prelievo di acqua sotterranea, che rimarranno vincolati  alla “Normativa statale e regionale inerente la derivazione e l’utilizzazione delle acque pubbliche”.

Di particolare rilievo, nell’economia generale della regolamentazione, l’allegato 1, in cui sono presentate le Disposizioni per l’installazione e gestione delle sonde geotermiche:

• requisiti tecnici per il dimensionamento e la realizzazione degli impianti
• materiali utilizzati
• modalità di perforazione
• posa delle sonde
• specifiche tecniche per la verifica funzionale delle sonde geotermiche
• monitoraggio ambientale
• organi di sicurezza
• strumenti accessori di controllo
• valori limite di prestazione energetica per le pompe di calore

Il testo integrale del regolamento è disponibile sul sito del CENED.

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31
mar

L’UNMIG (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse) del ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un  documento in cui sono delineati il panorama dell’energia geotermica in Italia e la disciplina nazionale per la ricerca e la coltivazione della risorsa.

In questo senso, ricordiamo che è stato varato dal Consiglio dei Ministri il decreto che modifica il quadro normativo sulla geotermia ad alta, media e bassa temperatura. Una sinossi e i riferimenti al testo sono disponibili su «Nextville».

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11
feb

Gli edifici di nuova costruzione dovranno installare impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili solo a partire dal primo gennaio 2011 e non piu’ dal primo gennaio 2009 [né dal primo gennaio 2010, com'era stato ventilato - ndr]. Lo stabilisce il “maxiemendamento” del Governo al decreto legge milleproroghe, sul quale e’ stata posta la questione di fiducia.

[da AGI]

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13
gen

rinnovabiliobbligatorieAi fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW.

Lo prevedeva la Finanziaria 2008, fissando al 1° gennaio 2009 il termine entro il quale i Comuni  dovevano implementare la norma nei loro regolamenti edilizi. Scadenza in seguito prorogata di un anno della Legge 14/2009, di conversione del Decreto legge 207/2008 (il cosiddetto “Milleproroghe”).

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4
dic

Ieri il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha firmato il decreto che rende possibile la risoluzione anticipata facoltativa delle convenzioni “Cip6″.

La contrastata storia del Cip6, gli incentivi nati con la legge 9 del 1992 per agevolare i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, categoria questa che ha finito per comprendere anche i fondi di raffineria, sta volgendo al termine. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ha infatti annunciato oggi la firma del decreto (che discende dalla legge Sviluppo) che prevede la risoluzione anticipata e facoltativa delle convenzioni CIP 6/92 (come riviste da normativa più recente) per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da combustibili di processo o da combustibili fossili, come il gas naturale.

[da greenreport.it]

repubblica.it ha registrato le reazioni di Legambiente

Lo stop anticipato ai Cip6 è una buona notizia, perché gli incentivi alle fonti assimilate previsti da queste agevolazioni hanno tolto soldi alle vere rinnovabili mentre le risorse che sono state date in questi anni alle fonti inquinanti sono stimabili in decine di miliardi [...] E’ giusto ridurre l’onere che pesa sulla componente A3 della bolletta e le risorse ricavate da questa voce devono finalmente essere utilizzate per garantire lo sviluppo delle vere fonti pulite e dare certezze al settore.

Infine, segnaliamo che su chicago-blog sono avanzate alcuni spunti critici e di riflessione sull’intera vicenda.

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27
nov

thumbsDownCasa&Clima segnala che

Sarebbe stato ritirato l’emendamento di fonte governativa alla Finanziaria 2010 contenente forti tagli agli incentivi alle fonti rinnovabili. L’annuncio arriva dalle associazioni di categoria (Ises Italia, Aper, Assosolare, Federpern, Fiper, Greenpeace Italia, Itabia, Kyoto Club e Legambiente) che avevano duramente protestato contro un provvedimento ritenuto un pericolo mortale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, e che anche il ministero dello Sviluppo economico ha giudicato improponibile.

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